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10 maggio 2010 La Fondazione San Vito Onlus in udienza privata con il capo dello Stato Giorgio Napolitano
Illustrissimo Signor Presidente della Repubblica, innanzitutto desideriamo vivamente ringraziarLa per l’odierno incontro e per il Suo costante impegno a difesa della nostra Costituzione, dell’unità nazionale e della concordia sociale. Consapevoli degli alti compiti che la Carta costituzionale Le attribuisce, desideriamo rivolgerci al nostro Capo dello Stato per trovare ascolto e, se del caso, indicazioni. Sappiamo che la Sua responsabilità non è di governo, ma siamo certi che continuerà a seguire con molta attenzione il nostro impegno sociale (nello spirito dell’art. 4 della Costituzione). Ci permetta di comunicarLe, attraverso questo breve documento, i sentimenti e le attese delle tante persone che si rivolgono a noi per avere aiuto e attenzione concreta, delle quali ci facciamo “portavoce”. 1) Le politiche sociali degli Enti locali non sono adeguate ai più urgenti bisogni dei cittadini più deboli. La maggior parte degli interventi pubblici ci sembrano spesso indirizzati a dare “risposte” ad enti che svolgono solo attività finanziate dal “pubblico” e che non pongono il servizio ai più svantaggiati come finalità principale della loro missione. 2) Le politiche sociali degli Enti locali spesso non tengono conto di quanto viene già realizzato dagli Enti del privato-sociale con risorse proprie. Ciò comporta che tali Enti, pur avendo le giuste competenze e sensibilità, non possono sviluppare i propri servizi in favore della collettività. 3) L’utilizzo sociale dei beni confiscati alla criminalità organizzata non è sufficientemente sostenuto dai Comuni che ne hanno già la proprietà indisponibile. In questi anni (dal 2003), tranne qualche lodevole iniziativa, abbiamo dovuto con le sole nostre risorse, gestire i beni confiscati. Più volte abbiamo chiesto, quasi sempre invano, alle Amministrazioni locali e alla Regione Siciliana di inserire un apposito e congruo capitolo nei loro bilanci per fare fronte alle notevoli spese per risanare gli immobili confiscati e per i necessari adeguamenti funzionali. Il contrasto alle organizzazioni mafiose e l’educazione alla legalità devono rimanere valori fondanti delle nostre istituzioni. 4) Le persone immigrate che vivono nelle nostre città, nostri “fratelli in umanità”, sono una grande risorsa sociale e culturale. Stiamo cercando in tanti modi di accoglierli e di accompagnarli nel loro cammino di inserimento. Pensiamo sia utile che nella normativa in materia di immigrazione s’inserisca una nuova figura di “tutor” (famiglie ed enti del terzo settore) che potrebbe assicurare il loro inserimento legale e graduale nel nostro Paese. Auspichiamo la revisione della legge sulla cittadinanza (7 anni di permanenza effettiva, riconoscimento dei valori della nostra Costituzione, sufficiente conoscenza della lingua italiana). La maggior parte degli italiani sanno che siamo una Nazione nella misura che italiani e immigrati resteremo uniti nell’ambito di una convivenza civile e solidale. 5) Il contatto continuo, attraverso i nostri volontari, con coloro che sono “ristretti” in carcere, ci sprona a chiedere pene sociali alternative per coloro che non hanno commesso reati gravi. 6) Siamo preoccupati per quello che appare come un generale decadimento dell’etica pubblica e della crescente sfiducia nelle istituzioni che ne consegue. Ad alimentare queste percezioni contribuiscono di certo i cosiddetti “costi della politica”. Gli stipendi dei nostri parlamentari regionali e di molti “consulenti” nelle amministrazioni locali (solo per fare alcuni esempi) sono un autentico “schiaffo” alla giustizia sociale ed a quanti sono alla ricerca di un lavoro onesto. Non meno diseducativo è l’imbarbarimento della dialettica politica al quale non di rado l’opinione pubblica è costretta ad assistere. Tramite il Suo autorevole impegno chiediamo "più trasparenza" a coloro che ai vari livelli amministrano la cosa pubblica e maggiore attenzione verso i cittadini che versano in gravi situazioni socio-economiche. Desideriamo infine riaffermare le motivazioni profonde che ci spingono ad operare nella gratuità e che trovano origine dai valori universali della fede cristiana e dalla passione per il bene comune. Nel nostro agire cerchiamo di coinvolgere sempre più persone e istituzioni per contribuire a far crescere una Italia più unita e solidale. Trapani, 10 maggio 2010
Con sensi di distinto ossequio. Il Presidente della Fondazione San Vito Onlus
Inaugurazione a Mazara del Vallo della “Mensa fraterna” dedicata al Giudice Rosario Livatino Lunedì 12 aprile, alle ore 12.00, presso il Villaggio della solidarietà della Fondazione San Vito Onlus nella Via Casa santa di Mazara del Vallo, sarà inaugurata ufficialmente la nuova “Mensa fraterna” dedicata al Giudice “Rosario Livatino”, (Magistrato impegnato in diverse indagini contro la criminalità organizzata, originario di Canicattì, venne ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990. Il Giudice Livatino è stato un “credibile testimone del Vangelo e irreprensibile professionista all’insegna della legalità”. Papa Giovanni Paolo II lo definì «martire della giustizia ed indirettamente della fede».) All’inaugurazione saranno presenti: Mons. Domenico Mogavero, Vescovo di Mazara del Vallo e parenti del Giudice Livatino. Scopo fondamentale della Mensa sarà di aiutare gradualmente le persone che la frequenteranno di poter riacquistare la propria autonomia socio-economica e di aver un costante punto di riferimento per essere ascoltati ed orientati positivamente. Più di 30 volontari hanno già dato la loro disponibilità per la nuova iniziativa ecclesiale di accoglienza e di sostegno. La Mensa offrirà un pasto completo, all’ora di pranzo (ore 12.30 -13.00), da lunedì a venerdì. Chi desidera collaborare o avere ulteriori informazioni: 0923.1892650 - 338.2372766 –– fondazionesanvito@tiscali.it
A proposito di certi silenzi… Il 27 gennaio scorso, nella città di Mazara del Vallo, è stato posto in essere un grave atto di intimidazione nei confronti della Fondazione San Vito Onlus, essendo stata incendiata una villetta sita nella zona “Tonnarella” (bene confiscato alla mafia e dato in comodato d’uso alla medesima Fondazione). Il Servizio per la pastorale giovanile, unitamente all’Ufficio per i problemi sociali e il lavoro, della Diocesi di Mazara del Vallo, se da un canto esprime solidarietà alla Fondazione San Vito nella persona del suo presidente, don Francesco Fiorino, per il grave atto intimidatorio, dall’altro esprime amarezza e stupore perché si constata che dalla società civile mazarese non si è levato pubblicamente nessun atto di condanna del gesto e nessuna espressione di sostegno all’azione della Fondazione. Da questi silenzi si possono soltanto trarre interrogativi che fanno percepire le difficoltà dell’agire nella legalità e nel rispetto delle leggi nel territorio di questa nostra città di Mazara. Non possiamo non ricordare le parole di Martin Luther King: "Non ci fanno paura le parole dei malvagi, ma il silenzio degli onesti". Ci auguriamo che possa essere avviata nelle giuste sedi un’attenta analisi e riflessione, per non abbassare mai la “guardia” sul rischio delle infiltrazioni mafiose nei diversi ambiti del vivere sociale.
Mazara del Vallo, 10 febbraio 2010
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